Tratto in anteprima mondiale dall’ultimo numero di No!Comment
Abbandona ogni fardello, ogni problema, ogni dubbio che ti assilla, dimentica tutte le cose negative che vorresti dire e libera la tua mente: il campetto (delle soste) sta per iniziare! Preferirei tralasciare gli iniziali problemi organizzativi perché sarebbe in discordanza con il clima di amicizia e fratellanza con il quale i 6 (Castoro, Gabbanella, Airone, Puma, Giraffa e Claudio) il 25 aprile sono partiti verso mete ignote. Facciamo una rapida zoommata sull’attesa partenza:
Ore 7:15 (persi ancora nella fase REM) ritrovo in stazione a Legnano per dividere i viveri, fare i biglietti, gli ultimi accorgimenti sul percorso da seguire e ovviamente prendere il treno! Ciuf-ciuf
Eccolo: Airone si incastra subito nel ripiano per i bagagli e sul treno sale pure la sua professoressa di italiano, che ha insegnato pure a Castoro. Le gaffe si susseguono inesorabili fino a quando anche la prof scopre non solo che Airone non ha mai letto “Il piccolo principe”, assegnatogli l’anno scorso, ma se lo faceva anche leggere senza successo dai membri del Clan!
Cambio a Gallarate, coincidenza per Luino e incontro con il controllore amante di San Remo, che si accomoda con noi per sentir cantare la Bandevacca’s Band (band ufficiale del Clan, per chi non lo sapesse).
Luino. Capolinea. Scendere!!! Ovviamente siamo in ritardo come al solito e il traghetto passa fra soli 5 min. Seguendo l’odore del lago riusciamo (dopo aver anche sbagliato strada) a raggiungere il porto e Giraffa si concede in una delle sue solite figuracce con la bigliettaia che cercherò di riassumervi in poche battute:
- Vale fai i biglietti
- (con tono scocciato) Eh si io li farei anche se ci fosse qualcuno
- (dall’altra parte del vetro) Prego, desidera fare i biglietti?
- (dopo aver fatto i biglietti, rivolgendosi a noi mentre ridevamo come dei matti) Non è mica colpa mia se le bigliettaie hanno i vetri oscurati! Non l’avevo mica vista!
No comment.
Tra mille risate riusciamo ad imbarcarci e l’euforia è alle stelle: per immortalare il momento abbiamo scattato circa una trentina di foto riproducendo scene del Titanic, delle Charlie’s angels e altre con il tigrotto in avanscoperta! Ah, volevo ricordare ad Airone che per far fermare il traghetto non c’è bisogno di prenotare la fermata come sul pullman! : )
Dopo una ventina di minuti il traghetto getta finalmente l’ancora ma, non sapendo che fosse un viaggio diretto, decidiamo di restare su e attendere la seconda fermata, come scritto nelle indicazioni. Fortunatamente il capitano, lanciandoci una sottile frecciatina ci dice: “Avete intenzione di campeggiare qui?”
Perciò ci ha fatto capire che dobbiamo scendere!
Tan,tan,tan,tan… previsioni del tempo: si prevedono tre giorni di sole bruciante (vd. gabbianella ustionata) con 40° gradi all’ombra!
Partiamo. La strada non si presentò particolarmente ardua e impervia nonostante il caldo allucinante e il sole a picco (sembrava quasi di evaporare).
Cammina, cammina, cammina, cammina e ancora cammina e indovinate un po’… cammina ancora: la strada sembrava non finire mai, venivamo sorpassati costantemente da ciclisti esausti e agili jeep che non accennavano a fermarsi per darci una mano. ![]()
Sfiancati, decidemmo di sostare sul bordo della strada dove decisi di chiedere informazioni ad un simpatico vecchietto che si esprimeva in una lingua all’incrocio tra il serbo-croato e il calabrese e alla domanda: “Quanto manca ad Olzeno (piccolo borgo nei pressi delle Biuse)?” lui mi indica con il dito una piccola cascina bianca sulla sommità della montagna dall’altra parte del fiume rispetto a noi! Ohoh… panico.
Dato che Puma si rifiutava di fare pipì, decidemmo di ripartire e finalmente vedemmo un cartello con scritto “5 min all’Orrido di Sant’Anna (una delle tappe del percorso)” ribattezzato dalla Valeria “Orrido di Sant’Agata” (le ragioni sono ignote). Comunque la cosa strana è che dopo altri tre quarti d’ora di cammino, l’Orrido era un mistero solo immaginato e non ancora raggiunto: infatti o era sparito oppure l’avevamo passato senza rendercene conto. Boh
Proseguimmo per la strada infinita, tornante dopo tornante, la fatica si faceva sentire ed essendo mezzogiorno anche la fame ma preferimmo sostare solo una volta, raggiunto il paesino di Cavaglio ovvero solo dopo aver superato l’ultima serie di tornanti ripidissimi e un lunghissimo ponte sul quale Gabbianella sperimenta le basilari leggi fisiche secondo le quali, se sputi quando c’è vento lo sputo viene deviato cadendo sul piede di castoro! D’ho
Yeeeee… finalmente possiamo riposare all’ombra di un lavatoio dove Gabbianella e Giraffa decidono di riattivare la circolazione immergendo i piedi nell’acqua gelida. Brrrrr
La sosta è breve e dopo aver mangiato e dormito ecco che, zaino in spalla, si riparte!
La salita non accenna a diminuire anzi diventa sempre più ripida e anche le soste diventano sempre più frequenti (circa una ogni 10 min). Ormai eravamo in ritardo di sole tre ore sulla tabella di marcia (secondo noi impossibile da rispettare neanche se si salisse in elicottero). Vi lascio immaginare come sia stato il resto della faticosa salita e vi illustro solo due momenti essenziali:
1) Giraffa scambia un albero per una casa dando l’illusione di aver raggiunto l’ultimo borgo
2) La fatidica frase ripetuta più e più volte da tutto il Clan:
- “aspettami”
- “ma no, non ti preoccupare tanto faccio la figa e poi mi fermo!” XD
Ore 18.30 una strana costruzione tipo discarica abusiva appare ai nostri occhi e increduli. Io e Puma decidiamo di andare in avanscoperta scoprendo che quella era davvero la fatidica sede Scout in costruzione circondata da due casette in pietra ospitate da dei ragazzi strafatti dei quali parlerò in seguito.
Vabbè, finalmente troviamo le chiavi della baracca, che ovviamente non erano dove avrebbero dovuto essere e dopo aver riposato mentre i 3 muratori (Airone, Claudio e Puma) scavavano buche Io e Gabbianella costruivamo il rifugio per la notte.
Tra i possibili progetti abbiamo:
1. Dormire in un bidone
2. Dormire a sandwich avvolti da un telo blu
3.Dormire in una casetta abbandonata lì accanto (diventata poi il bagno personale di Puma)
4.Dormire tra i muri della catapecchia usando il telo blu come tetto
5.Ammiccare ai vicini e farci ospitare
Vinse l’opzione numero 4 anche perché la 5 avrebbe procurato ospitalità solo alla parte femminile del Clan! Nonostante il sole fosse ancora alto in cielo, era ormai tardi e il Castoro in assetto da cucina (espressione coniata da Puma) e Giraffa cominciarono a preparare la pappa mentre Gabbianella si occupava del fuoco (vaiiiii mantice umana!).
L’ottima cucina (buste della K***r) mise tutti di buon umore, il paesaggio mozzafiato ci fece dimenticare tutta la fatica fatta per salire e accompagnati dalla chitarra di Airone la serata trascorse tra canti e risate!
Momento comico: avendo un mal di testa atroce chiesi a Puma una pastiglia effervescente e mentre questa frizzava nel bicchiere Gabbianella cominciò a sostenere che stava iniziando a piovere. Ora, data la magnifica stellata che ci sovrastava, le opzioni erano due: o qualcuno le aveva sputato addosso oppure era tutta colpa della pastiglia effervescente ( a voi l’ ardua scelta!)
ZzZzZz… buona notte cari lettori, ci vediamo domani mattina ad un orario non ben definito dato che si decise di non puntare la sveglia e lasciare tutto al caso!
Ore 7.30… altro che caso: la sveglia è stata decisa dal freddo atroce che ci ha tartassato tutta notte! Lenta e tranquilla colazione prima di ritornare al lavoro (scavare buche, sotterrare la canna dell’acqua e spostare pietre). Altro che vacanza! Tra l’altro ricordo che si sono aperte le scommesse per sapere a che ora arriveranno i capi (che salgono in macchina… Arggg!)
Scava, scava, piccona, piccona si fa l’ora di pranzo e, dopo una super dormitona collettiva e bagnetto con la canna gelida, si inizia a intravedere un puntino giallo all’orizzonte: CLAUDEEE!
Finalmente il primo disperso ci aveva raggiunto… e dopo una ventina di min. arrivano anche Bruno e François.
Il pomeriggio trascorre come in un cantiere edile tra pale, carriole, picconi e tanta terra e dopo cena il bivacco ha come scopo di attribuire ogni nome d’arte alla corrispondente star.
Momento topico: veglia alla promessa di Claudio e meritata nanna circondata da i due migliori allievi della classe di russo: Claude e Bruno ahahahah O__o
Al mattino io e Gabbianella siamo state attaccate da Claude che voleva estrarci dal sacco a pelo. Così abbiamo mandato il tigrotto in avanscoperta che è morto!!! puff
La colazione è stata interrotta dall’arrivo di Guido e altri colleghi saliti per continuare i lavori in cantiere, che hanno dato disposizione su ciò che dovevamo fare e così anche l’ultima giornata è passata all’insegna di pale, picconi e tanta fatica!
Momento da ricordare inoltre è sicuramente la scena del vicino ubriaco che non sapeva condurre una carriola ma che poi si scoprirà guidare la macchina con i suoi amici fino a valle… O__o
L’imminente ritorno alla realtà cominciava a farsi sentire e con lui tutti i problemi da risolvere che avevamo lasciato prima di partire hanno fatto il loro ingresso trionfale in scena!!
Dopo la cerimonia della promessa di Claudio, rapida discesa in paese per recuperare le macchine e volata a Legnano dove abbiamo preso messa e la cosa buffa è che nessuno ha veramente capito la predica, probabilmente scaricata da Wikipedia.
Purtroppo il campetto dei “the best” è terminato e noi siamo costretti a lasciarvi causa compiti lasciati in sospeso.
Castoro Determinato

